Come capire se il tuo tappeto ha bisogno di un restauro
Il danno non è sempre visibile a colpo d’occhio. Spesso il primo segnale si trova sul retro: nodi che si allentano, zone dove si intravede l’ordito, aree più sottili del resto. Altri segnali sono più evidenti:
frange che si accorciano o si staccano a ciocche
bordi laterali aperti, sfilacciati o consumati
buchi causati da tarme, bruciature o animali domestici
strappi dovuti a trascinamenti o a mobili pesanti
zone rigide e fragili, tipiche delle marciture da umidità
pelo consumato fino alla base nei punti di maggiore passaggio
Intervenire presto conviene quasi sempre. Un bordo sistemato oggi richiede molto meno lavoro di uno da ricostruire tra un paio d’anni, quando il danno sarà arrivato al disegno.
Gli interventi di riparazione che eseguiamo
Frange
Le frange non sono una semplice decorazione: sono la parte finale dell’ordito, quindi fanno parte della struttura del tappeto. Se sono solo sfilacciate le fermiamo, così il tappeto non continua a disfarsi. Se sono troppo corte o mancanti, le ripristiniamo rispettando lo stile del pezzo
Bordi e cimoseI
bordi laterali sono i punti che si consumano per primi. Li ricostruiamo con lana di colore adatto, in modo che il tappeto torni a stare piatto e non si arrotoli sui lati.
Buchi e strappi
Per chiudere un buco ricostruiamo prima la base, cioè ordito e trama, e poi riannodiamo il vello nodo per nodo seguendo il disegno originale. Gli strappi vengono ricuciti e rinforzati dal retro, così la riparazione regge anche con l’uso quotidiano.
Ripresa nodi
Quando il pelo è consumato ma la struttura è ancora sana, si può lavorare con la ripresa dei nodi: le zone più rovinate riacquistano spessore e colore e il tappeto torna uniforme.
Marciture e danni strutturali
L’umidità indebolisce le fibre dall’interno, e chi se ne accorge di solito lo fa quando il tappeto si spezza al primo movimento. In questi casi consolidiamo o sostituiamo le parti compromesse per fermare il deterioramento prima che si estenda.